Il carciofo. Contro il logorio della vita moderna.

Così recitava una vecchia reclame in cui l’indimenticato Ernesto Calindri, seduto accanto ad un tavolino in mezzo al traffico, degustava un bicchiere di un famoso amaro al Carciofo.

I più giovani di voi non se ne ricorderanno, ma chi come me ha superato i 40 forse ne avrà memoria.

Ma perché, secondo i pubblicitari, l’amaro al carciofo dovrebbe aiutarci a combattere lo stress?

Vediamo che ci dice la scienza della nutrizione.

Il carciofo (Cynara scolymus L.) è una pianta della famiglia Asteraceae coltivata in Italia e in altri Paesi per uso alimentare ma anche medicinale. 

Questo ortaggio rappresenta in effetti una vera e propria miniera di principi attivi e vanta particolari virtù terapeutiche. Ha pochissime calorie, è molto gustoso e contiene molte fibre, oltre ad una buona quantità di calcio, fosforo, magnesio, ferro e potassio. Una discreta quantità di vitamina C, A ed E. E’ dotato di proprietà regolatrici dell’appetito, aiuta la depurazione del fegato, vanta un effetto diuretico ed è consigliato per risolvere problemi di colesterolo, diabete, ipertensione, sovrappeso.

Ma come può una pianta avere tutti questi effetti? 

Perché contiene sesquiterpeni, flavonoidi e polifenoli, ma soprattutto la cinarina, una sostanza aromatica presente in concentrazione massima durante la formazione del capolino, che è poi la parte della pianta che viene usata in cucina. 


Questi composti sono in grado di provocare un aumento del flusso biliare e della diuresi, per questo svolgono un ruolo epatoprotettivo, oltre a possedere attività digestive. Per questo motivo, la pianta è un rimedio molto utile e largamente impiegato per favorire le regolari funzionalità epatobiliari.

Ma non finisce qui. Da altri studi condotti su animali è emerso che il carciofo possiede anche proprietà ipocolesterolemizzanti, che sembrano essere esercitate sia attraverso l’inibizione della sintesi di colesterolo endogeno a livello epatico, sia attraverso la promozione dell’eliminazione dello stesso colesterolo attraverso la bile.

Purtroppo tutte queste qualità benefiche non si sviluppano totalmente con il semplice consumo dell’ortaggio, ma attraverso la loro estrazione e l’utilizzo di appropriati integratori standardizzati (sicuramente nemmeno tramite l’uso del amaro di cui parlavo nell’incipit). 

Questo però non ci deve sconfortare per due motivi. Primo perché l’apporto di minerali e vitamine rimane intatto (soprattutto se consumati crudi) e poi perché tutte le sostanze benefiche le introdurremo comunque, anche se non ai livelli indicati.

Controindicazioni.

Il carciofo è un alimento FODMAP, ossia fermenta molto a livello intestinale e può dare gonfiore. Chi soffre quindi di colon irritabile e meteorismo deve farci un po’ di attenzione.

Insomma, questo contorno gustoso e benefico deve essere presente spesso sulle nostre tavole (con le dovute attenzioni), ma dato che la sua stagione sta finendo, salutiamolo con affetto per ritrovarci a novembre, tanto in estate dovremmo essere naturalmente meno stressati.